Vecchiazzano ricorda Mario Bonavita in arte Marf: teatro quasi pieno per la serata dedicata al primo cantautore italiano

Grande partecipazione giovedì 8 ottobre al Teatro Maria Graffiedi per l´omaggio a 80 anni dalla scomparsa. Con immagini, racconti e la musica della Maramao Italian Swing Band
VECCHIAZZANO - Una serata di memoria, musica e identità romagnola. Teatro "Maria Graffiedi" quasi al completo giovedì 8 ottobre alle 20.45 per la serata dedicata a Mario Bonavita (1894-1946), in arte Marf, il celebre paroliere, compositore e musicista forlivese scomparso ottant´anni fa a Villa Tesoro di Vecchiazzano.
L´evento, promosso dalla Parrocchia di San Nicolò in Vecchiazzano in collaborazione con la Compagnia "Cvè de mi paès Aps", ha voluto anticipare la stagione teatrale dialettale proprio partendo dalla figura di Marf, un artista che ha saputo tenere insieme canzone italiana e radici romagnole.
A condurre e a curare i contenuti della serata è stato Gabriele Zelli, che ha ripercorso con immagini e documenti d´epoca proiettati sul palco la storia umana e artistica di Mario Bonavita.
Un racconto a tutto tondo: Marf - acronimo di MARio Forlì - non fu solo autore di circa 130 canzoni, ma anche uomo di scienza, dedito alla sperimentazione in campo animale e vegetale. Un personaggio eclettico, colto e popolare allo stesso tempo, che ha segnato la canzone italiana degli anni Venti e Trenta.
Il pubblico, attento e partecipe, ha seguito con emozione la proiezione delle foto storiche che hanno restituito i luoghi, gli incontri e la lunga carriera di Bonavita, dalla Romagna ai palcoscenici nazionali.
Cuore musicale della serata è stato il concerto della Maramao Italian Swing Band, che ha eseguito una carrellata delle più celebri canzoni in voga tra gli anni Venti e Trenta e alcuni dei brani più amati scritti da Marf.
Particolarmente apprezzata l´esecuzione di "Bombolo", una delle sue canzoni più famose e ancora oggi entrata nell´immaginario collettivo, che ha visto gli spettatori battere il tempo e accompagnare l´orchestra.
Non è mancato il ricordo del legame di Marf con la lingua di casa nostra. Nel suo repertorio, infatti, figurano tre canzoni in dialetto romagnolo: "Canta murina" [Canta morettina], su versi dello storico forlivese Attilio Monti e musica di Marf, e "Me a so néda cuntadéna" [Io son nata contadina] e "La piò bèla d´Avciazàn" [La più bella di Vecchiazzano], entrambe composte e musicate interamente da lui. Un omaggio alla sua terra che rende ancora più significativo averlo ricordato proprio a Vecchiazzano.
Applausi lunghi e convinti alla fine per Zelli, per i musicisti della Maramao e per gli organizzatori, a conferma di quanto la figura di Mario Marf sia ancora viva nella memoria della comunità.
Una serata che ha saputo unire divulgazione, musica e affetto per un figlio illustre di questa terra, aprendo nel migliore dei modi la stagione dialettale della Parrocchia di San Nicolò.















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