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Articolo inserito da Luigi Pierantoni in data 22/10/2020
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Ten. Medico Luigi Pierantoni

Mi chiamo Pierantoni. Luigi Pierantoni. Già, come altri due miei cugini, figli di Paolo e Lucia, porto il nome di Luigi, nostro nonno, che come ben sapete non abbiamo mai conosciuto. Fu attraverso Lea, sua moglie e mia dolcissima nonna, che ho imparato a conoscere questa immensa, eroica eppur umanissima figura, che negli anni ho introiettato e con la quale oggi fieramente convivo. In quei momenti nei quali nonna mi parlava di Luigi ero rapito...

Diceva di quanto fosse fortemente legato al suo lavoro di medico e ai suoi pazienti, per i quali si prodigava con grande impegno e con il poco tempo che gli rimaneva faceva il padre e il marito. Compiti ai quali, assicurava Lei, non avrebbe mai rinunciato, perché senza di loro diceva di essere incompleto!

Potete immaginare...

perquesto piccolo bambino ,che ascoltava le storie di un eroe di guerra che aveva osato sfidare i cattivi...

L’ho amato alla follia!

Fra i ricordi ne ho due particolari:

Verso i 12 anni, proprio il 24 marzo data memore dell'Eccidio delle Fosse Ardeatine, mio padre mi chiamò nel suo studio a casa nostra ad Aosta, prese da un armadio una scatolina di legno e mi disse: ‘Luigi, questo è ciò che fu raccolto alle Fosse Ardeatine dal corpo di tuo Nonno: le mostrine, gli occhiali, la sua adorata penna, una foto della famiglia, il fregio della Croce Rossa; quando non ci sarò più, l’avrai tu’. E l’ho avuta.

Qualche anno più in là il mio papà, medico come il nonno, mi portò a vedere la sua tomba. Piansi, sebbene non lo avessi mai conosciuto. Piansi perché sapevo che professionalmente non avrei mai seguito le sue orme. Piansi sapendo che le ultime ore le aveva passate da solo, dolorante per le torture subite e le offese al suo paese, avvolto dalla divisa che Lui amava e ha rispettato sino all’ultimo respiro. Piansi perché quasi sentivo la sua mano che mi accarezzava e sorridendomi mi diceva quanto gli mancassi. Piansi perché in quel momento capii quanto lui mi mancasse!

 

Oggi mio nonno sarebbe in prima linea con voi a combattere questa brutta pabdemia, pronto come sempre a spendere la sua vita per i suoi pazienti e per la sua amatissima Italia!!!

Da parte mia,

Grazie a voi Medici Infermieri e personale in ogni Ospedale e in qualsiasi altra struttura sanitaria, graz or per ciò che fate e per come lo fate”.

 

Il Tenente medico CRI Luigi Pierantoni diede la vita 76 anni fa alle Fosse Ardeatine.

la Croce Rossa Italiana gli conferì la Medaglia d’Oro al Merito; il Comune di Roma dedicò strade che conducono alla caserma sede dell’Ispettorato Nazionale del Corpo Militare CRI, anch’essa intitolata al Tenente Luigi Pierantoni.

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Commenti
 
Commento inserito da Saverio Ruggeri in data 01/11/2020 11:15:20
www.vecchiazzano.it.it/p.asp?p=2289&i=1668

ammirazione e rispetto ,aggiungo che dal 1937 al 1938 fu direttore sanitario dello stabilimento termale di fratta terme e ,al termine della stagione termale ,lavorava presso il sanatorio di forli' come medico specialista in tisiologia

 




Commento inserito da Gabriele Zelli in data 06/11/2020 18:03:09
www.vecchiazzano.it.it/p.asp?p=2289&i=1669

Confesso che mi sono emozionato nel leggere il ricordo di Luigi Pierantoni (1905 - 1944) scritto dal nipote che porta lo stesso nome. Ho quindi deciso di riprendere la testimonianza, che è stata pubblicata su questo sito nei giorni scorsi, e di chiedere ai giornali cittadini di pubblicarlo perché il maggior numero possibile di forlivesi abbia contezza a chi è cointitolato l'Ospedale cittadino. 

Nella fretta ho attribuito a Gilberto Giorgetti l'ideazione di www.vecchiazzano.it, mentre la si deve ad Andrea Gorini, che tuttora continua ad aggiornare le notizie che riguardano la frazione dove sorge il Morgagni-Pierantoni. Giorgetti ha contribuito, fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2012, a inserire le notizie storiche relative al quartiere avendo anche scritto nel 1998 un libro sulla località dal titolo "Vecchiazzano, piccola e grande storia in un borgo rurale forlivese", edito da "Il Vicolo" di Cesena. 
A parte questo mio errore, il testo su Luigi Pierantoni ha destato molto interesse tanto che mi sono giunte richieste di ulteriori informazioni su di lui, sulla sua vita e sulla sua partecipazione alla Resistenza. Cerco di rispondere con ulteriori elementi tratti da alcune pubblicazioni e da internet. Però va innanzitutto ricordato che al termine del Secondo conflitto mondiale a Luigi Pierantoni, avendo svolto l'attività di tisiologo dopo essersi laureato in medicina, venne intitolato tutto il complesso del Sanatorio di Vecchiazzano, che com'è noto fu realizzato durante il regime fascista e consta di più edifici di grandi dimensioni costruiti per ospitare e curare gli ammalati di tubercolosi. Solo dopo la dismissione del Sanatorio, la costruzione del Padiglione Morgagni e il trasferimento di tutti i reparti dell'Ospedale il nosocomio nel 2004 assumerà l'intitolazione di Morgagni-Pierantoni. 
Fatta questa opportuna precisazione ricordo che Luigi Pierantoni fu un ufficiale della Croce Rossa Italiana col grado di tenente e un componente del Partito d'Azione clandestino. La sua casa-ambulatorio in piazza Leandro, nel quartiere Trieste a Roma, veniva usata anche come base per l'attività politica. Nel 1921 il padre Amedeo fu tra i fondatori del Partito comunista d'Italia e nella casa dei Pierantoni si incontravano, così, resistenti azionisti e comunisti. Anche la moglie del medico, Lea, era a fianco del marito nella lotta contro gli occupanti tedeschi e i fascisti che li sostenevano. La giovane donna dimostrò molto coraggio tanto che fra la fine del 1943 e l'inizio del 1944, nonostante fosse in attesa di un quarto figlio, trasportò armi e stampa clandestina, occultandola nel doppio fondo del passeggino del terzo figlio, Paolo. 
Il 7 febbraio 1944 il tenente Pierantoni fu arrestato, su delazione di una spia italiana, mentre era in servizio nel presidio romano della CRI a Tor Fiorenza. Venne rinchiuso in una cella di un edificio in via Tasso trasformato nella sede della famigerata SIPO, comandata dal tenente colonnello Herbert Kappler, che divenne sinonimo di feroci torture da parte della Polizia di Sicurezza, dalla quale dipendeva la Gestapo. Pierantoni, dopo aver subito gli abituali e pesanti interrogatori, fu trasferito nel III braccio del carcere di Regina Coeli, dove improvvisò una infermeria e si prodigò nell'attività di medico a favore dei detenuti. Non solo affidava a "pizzini" ricavati da sottilissimi fogli di carta copiativa, ripiegati e cuciti negli orli della biancheria sporca, messaggi che dal carcere di Regina Coeli giungevano a famiglie che non sapevano dove fossero i loro cari. 
Il 24 marzo 1944 stava praticando un'iniezione a un malato, quando fu interrotto bruscamente da due agenti della "Feld Polizei" e trascinato, senza spiegazioni, alle Fosse Ardeatine. 
Luigi Pierantoni fu una delle prime vittime dell'atroce rappresaglia, tanto che quando le salme furono recuperate nel dopoguerra, a quella del medico antifascista, riportata tra le ultime in superficie, fu assegnato il numero 334. Quando si costituì l'associazione dei familiari dei martiri (ANFIM), proprio il padre di Pierantoni fu chiamato a presiederla. 
A Luigi Pierantoni è stata intitolata una via di Roma; portano il suo nome anche la caserma della CRI della capitale e, come detto, l'Ospedale di Vecchiazzano. In una aiuola del parco della nostra struttura sanitaria su una colonna alta 2 metri, posta lungo un viale interno, è collocato un busto ed è riportata un'epigrafe sul medico e patriota antifascista. Anche sulla casa dove abitò a Roma, lapidi lo ricordano insieme a Raffaele Zicconi, altro martire delle Fosse Ardeatine, mentre sul marciapiede di fronte alla stessa abitazione il 15 gennaio 2019 è stata collocata una "pietra d'inciampo".

Gabriele Zelli


Luigi Pierantoni


Luigi Pierantoni e la moglie Lea


La pietra di inciampo dedicata a Pierantoni


Il busto di Pierantoni all'interno del parco dell'Ospedale


Le lapidi sulla casa dove abitò Pierantoni



Commento inserito da Gabriele Zelli in data 13/11/2020 17:56:09
www.vecchiazzano.it.it/p.asp?p=2289&i=1670

Come Pierantoni combatteva la tisi, oggi i medici lottano contro il Covid 19

Merita una lode il sito www.vecchiazzano.it, nonché il suo curatore Andrea Gorini, per aver dato spazio alla figura di Luigi Pierantoni. Sono state molte le persone che hanno commentato favorevolmente quanto è stato scritto, in particolare dal nipote che porta lo stesso nome, su questo medico e patriota antifascista. Molte altre hanno letto per la prima volta la sua storia ed hanno saputo del perché l'ospedale di Forlì è cointitolato a lui e al grande anatomopatologo Giovan Battista Morgagni.

Fra le riflessioni che hanno suscitato le vicissitudini affrontate da Pierantoni merita attenzione quella di Saverio Ruggero, biologo, bionaturopata e conduttore della trasmissione televisiva "Salute Informa", già dipendente del nosocomio forlivese:
"Per oltre 30 anni sono passato davanti al busto di Luigi Pierantoni e per anni ha ispirato i miei pensieri verso parole, forse desuete, di impegno, capacità professionali e umane, dedizione, amore verso la propria professione, vocazione, ecc. Pensieri positivi che uniscono, accomunano tutti noi sanitari e prima ancora, uomini e donne dediti alla salute delle persone, e oggi, come non mai, lo vediamo nell'impegno di tutto il personale dei servizi sanitari e sociali nelle strutture a combattere questa terribile pandemia come Pierantoni combatteva contro il male dell'epoca: la Tisi".




Commento inserito da Saverio Ruggeri in data 14/11/2020 10:27:27
www.vecchiazzano.it.it/p.asp?p=2289&i=1671

Ringrazio Gabriele zelli per il rilievo dato al mio commento ma ringrazio soprattutto lui per il continuo impegno verso la valorizzazione  ,rigorosamente storica e,come tale obbiettiva ,dei personaggi che hanno tenuto alto il nome dei romagnoli in italia e nel mondo ,abbiamo bisogno di cultura e vorrei citare il mio maestro prof. Mario Martuzzi,fondatore dell'anatomia patologica e laboratorio di analisi cliniche del ospedale di forli' che affermava come una profonda cultura storica e umanistica contribuisce fortemente a svogere con coscienza e professionalita' la professione medica ,come ,peraltro ,era Pierantoni.




Commento inserito da Andrea Gorini in data 21/01/2021 14:23:12
www.vecchiazzano.it.it/p.asp?p=2289&i=1678

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Corriere Romagna del 21 gen 2021 - Il ricordo del Nipote Luigi "Mio Nonno, Luigi Pierantoni ucciso alle Fosse Ardeatine" - Era Tenente della Croce Rossa Italiana




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