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Articolo inserito da Gilberto Giorgetti in data 05/08/2006
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letto 13464 volte in 12 anni 8 mesi e 23 giorni (2,9)
Mario Bonavita MARF (1894-1946) - compositore musicale
Nacque a Forlì il 12 gennaio del 1894. Studiò chimica, si laureò in farmacia e andò a dirigerne una a Milano. Fu nella città meneghina che incontrò Paolo Bernard e Vittorio Mascheroni e si dedicò con passione alla composizione musicale (parole e musica), senza disdegnare quella di cantante. Bonavita seppe fondere con grande perizia l’attività di musicista con quella di ricercatore scientifico, che poi applicò sia alla fauna che alla flora. Giovane di talento, appena laureato, il prof. Ghigi lo volle come assistente di Zoologia all’Università di Bologna e poi lo indirizzò alla Stazione Sperimentale di Pollicoltura di Rovigo. Mario Bonavita amava giocare col proprio nome e all’inizio della carriera si firmò “Goodlife”, ma poi tutti lo hanno conosciuto come Marf. Tentando un’interpretazione dello pseudonimo, quasi tutti sostengono che Bonavita avesse abbreviato il nome Mario con l’aggiunta finale della “F” di Forlì.
Dal temperamento eclettico, oltre ad essere compositore musicale era un raffinato pittore, un appassionato allevatore di animali da cortile e uno stimato floricoltore. Infatti, al “Tesoro”, la propria villa di Vecchiazzano (Forlì), lungo la strada per Massa, dove abitava dal 1936, componeva musica, dipingeva delicati e poetici quadri, allevava polli, conigli, piccioni, tacchini e riproduceva ibridi di giaggioli (Iris). Fra le tante composizioni, Marf predilesse “Berrettino”, forse per lo scarso successo ottenuto. Il testo della canzone racconta la storia di un berrettino, che in testa a più persone gira il mondo e viaggia sui monti, al mare, in campagna e in città, ovunque lo indossi la gente. Questo berrettino sembra scandire il tempo e segna gli eventi della storia, diventando egli stesso simbolo, oggetto e ricordo, nei momenti di pace e in quelli di guerra. Una metafora che si rinnova e si trasforma nei secoli. Ma la canzone più famosa di Marf rimane “Bombolo”, un testo di grande successo scritto con l’inseparabile Mascheroni.
Scrisse anche tre canzoni in vernacolo romagnolo (forlivese).
Il 3 agosto del 1946 morì nella villa “Tesoro”.




Ascolta la canzone cantata da Alberto Zecchini
"La piò bela d'avciazan"
Parole e musica di Mario BONITA MARF 1940




"Chiudi gli occhi Rosita"
parole di CHERUBINI musica di MARF 1929
Canta Vanni Landi




"Una notte a Madera"
di MARF-MASCHERONI 1937
Canta Alberto Zecchini

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Commenti
 
Commento inserito da Giuseppe Liverini in data 20/10/2007 20:45:45
Scusate volevo sapere chi è "La piò bela d'avciazan" ?


Commento inserito da Gilberto Giorgetti in data 24/10/2007 20:45:45
La più bella di Vecchiazzano a cui fa riferimento Marf nella sua canzone in vernacolo romagnolo dovrebbe essere Adriana Piolanti, la quale abitava nella casa di Caplet: in effetti era una bella ragazza, giudicandola secondo i canoni estetici del tempo.





Commento inserito da Andrea Gorini in data 23/05/2011 18:28:05

Tratto da "Il Resto del Carlino" del 22 maggio 2011

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