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Articolo inserito da Giancarlo Lolli in data 18/09/2008
AttivitÓ culturali
letto 6322 volte in 12 anni 2 mesi e 10 giorni (1,42)
"Dalli all'untore!" di Manzoniana memoria.

“Dalli all’untore!”

 

Caro Gilberto rispondo qui al tuo sollecito ed insieme a quanti hanno già commentato la sfortunata vicenda di un ponte che mi ha visto, sin da ragazzino, in bicicletta su e giù.

 

Un commento? Si fa presto a dirlo. Molto meno facile è trovare il modo di commentare il fatto specifico senza perdere di vista il problema nella sua complessità. E’ facile, in questi casi, finire con il fare i “Bacchettoni”, cavarsela con una battuta o invocare drastiche, quanto improponibili, soluzioni poliziesche. Ciò non toglie che la pubblica amministrazione abbia il dovere di provvedere al manutenzione e al decoro della città anche se periferia. Circa poi alla tecnologia utilizzabile, se estesa a tutte le situazioni come questa, significherebbe veramente vivere in un mondo da “Grande Fratello”.

 

Purtroppo il problema è qui riassumibile ne “I ragazzi d’oggi e la loro educazione”.

 

Per delle ragioni che andrebbero prima capite e poi spiegate, i ragazzi d’oggi o comunque una larga parte di loro, cova in se una voglia matta di esagerare, strafare, trasgredire. Questa repressa tentazione si libera in loro tutte le volte che sentono di non essere osservati, si rafforza quando sono in gruppo e si sfoga nelle forme che le circostanze consentono e che vanno dal piccolo danneggiamento di un muro imbrattato fino agli atti di vandalismo vero e proprio contro, solitamente, la cosa pubblica.

 

Personalmente, non credo di avere le capacità e le conoscenze per affrontare questo argomento, se non quelle che mi derivano dall’essere stato: ragazzo; giovane; adulto, quindi padre ed educatore a mia volta. Mi sforzerò comunque di mettere insieme qualche idea al riguardo. Inizierò con fare alcune considerazioni, per introdurre una discussione telematica, che spero possa svilupparsi, utilizzando questo sito e questo strumento, con tutti coloro che vorranno parteciparvi. Se concesso, naturalmente.

 

1)     Non vi è dubbio che la colpa maggiore sia nostra, dei genitori. Certamente abbiamo le nostre giustificazioni ma resta il fatto che noi con la nostra storica acquiescenza, siamo i responsabili di ciò che accade oggi ai ragazzi.

2)     Complice una interessata politica, sono stati distrutti tutti quegli strumenti che hanno dato a noi possibilità di crescere, anche intellettualmente, in modo naturale e sano. Mi riferisco all’accanimento contro: la Chiesa e le sue strutture aggregative; la Scuola, in nome di un libertarismo dissennato: la Famiglia, in nome di un edonismo deresponsabilizzante.

3)     Per una serie di ragioni, non dipendenti da lui, un ragazzo d’oggi non decide, in modo cosciente, niente di ciò che lo riguarda, sin da piccolissimo qualcuno ha sempre deciso per lui, anche quando vengono esauditi tutti i suoi capricci, non è per riconoscergli il diritto di decidere cosa volere ma togliersi il problema esaudendolo senza discutere. Il non decidere, in modo cosciente e ragionato, mai niente porta alla mancanza di ogni senso di responsabilità e all’apatia, mentre subire le decisioni d’altri porta alla frustrazione, non consente lo sviluppo del senso critico ma solo l’avversione per tutto e per tutti.

 

Mi fermo qui, che già ho abusato della vostra disponibilità e del vostro tempo. Se però pensate che possa valerne la pena, provate a buttare giù qualcosa, qualunque cosa, al riguardo, non salveremo il mondo ma almeno ci saremo scambiati pareri ed esperienze.

Pensate sia difficile? Proviamoci lo stesso!

 

Da Venezia, cordiali saluti.                                       Giancarlo LOLLI

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Commenti
 
Commento inserito da Ortenzio Brunelli in data 25/09/2008 20:45:46
www.vecchiazzano.it/p.asp?p=697&i=494

Approfitto dell’articolo inserito da Giancarlo Lolli a cui ha dato il bellisimo titolo ” "Dalli all'untore! di Manzoniana memoria”.
Per ricordare del Manzoni la “Storia della colonna infame”, pubblicata in appendice all’edizione del 1840 dei Promessi sposi.
Con questa tragica vicenda, Manzoni vuole affrontare il rapporto tra le responsabilità del singolo e le credenze e convinzioni personali o collettive del tempo.
E’ possibile leggere di più sull’argomento alla pagina web: http://www.webalice.it/claudiusdubitatius/Nugae/Colonna_infame.htm
La Colonna infame fu abbattuta nel 1778, ma resta ancora la lapide che reca compiaciuta la descrizione della pena inflitta all’untore.
Ho scritto tutto questo perché quelle scritte vergognose che “deturpano” i nostri monumenti sono principalmente un infamia proprio per chi le ha scritte, e mi duole come cattolico per tali “sventurati” che non si rendono conto del loro “vile e vergognoso” gesto.




Commento inserito da Gilberto Giorgetti in data 29/09/2008 20:45:46
www.vecchiazzano.it/p.asp?p=697&i=497

Senza gridare all’untore e senza erigere colonne, il problema del degrado nelle città e nei suoi monumenti storici è un dato di fatto che deve essere assolutamente risolto.
Anche un frase innocua come “ti amo Francesca” se è scritta nel posto sbagliato dà fastidio e non bisogna farlo per rispetto della città, del monumento stesso e di coloro che non desiderano vedere i muri imbrattati.
Dire ancora una volta che la colpa è di questa società potrebbe sembrare patetico, ma alcune considerazioni in merito bisognerà pur farle!
Chi insegna più ai giovani l’amore per l’arte?
Quante e quali sono le problematiche di giovani che vivono in condizioni di grande disagio familiare, con genitori separati?
Quale insegnamento ricevono i nostri ragazzi guardando un telegiornale dove durante il giorno c’è stato disordine in una manifestazione politica o in una partita di calcio?
In nome del progressismo e del modernismo, quanta responsabilità hanno certi politici?
Quanta accelerazione è stata messa perché il reciproco rispetto sia considerato un comportamento inconsueto e retrogrado?
Non c’è alcun dubbio che si sta vivendo in una società occidentale sempre più ammalata, dove al male dell’alcool si è aggiunto anche quello della droga, per cercare “paradisi” interiori.
Con ciò il trionfo dell’indifferenza e dell’egoismo possono creare il pretesto o l’anticamera di un male che si chiama TOTALITARISMO.

Gilberto




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