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Articolo inserito da Italo Argento in data 05/12/2011
Storia
letto 5056 volte in 7 anni 5 mesi e 23 giorni (1,85)
Ricerche storiche

Per ovvii motivi personali sono interessato a conoscere la data esatta della "liberazione" di Vecchiazzano da parte delle Forze Alleate durante la 2^ guerra mondiale, essendo mia madre deceduta il 30 agosto 1944 presso codesto Sanatorio, per essere quindi sepolta in Forlì. All'epoca avevo 11 anni ed abitavo a Bari con il resto della famiglia ma ricordo l'assenza prolungata  di contatti diretti fra le due località, a causa degli ostacoli rappresentati dall'avanzata del fronte bellico: in poche parole essa morì da sola, senza alcun famigliare accanto!!! Venimmo a sapere il tutto a posteriori, addirittura forse dalla Croce Rossa, se non ricordo male. Ora almeno riposa in pace nel suo paese natale del Molise!!  I miei parenti che potevano ricordare meglio di me quegli eventi sono morti nel frattempo ed io sto doverosamente ricostruendo per le prossime generazioni la storia di famiglia in quel travagliato periodo. Spero che qualcuno mi possa dire qualcosa in proposito. Grazie

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Commenti
 
Commento inserito da Viscardo Milandri in data 07/12/2011 15:07:26

gentile sig.Argento rispondo con piacere alla sua  richiesta di notizie su eventi bellici (2° guerra mpndiale) a Vecchiazzano.

Gl iultimi soldati tedeschi hanno lasciato Vecchiazzano il 12 novembre 1944 attraversando il fiume montone  in piena e sotto una fortissima pioggia che si protraeva da giorni.

I primi soldati inglesi e polacchi hanno raggiunto Vecchiazzano daSudEst alle prime luci dell'alba del 14 novembre 1944.

All'epoca la mia famiglia abitava a poche centinaia di metri dal fiume montone e dal sanatorio , in casa nostra hanno "soggiornato" prima i tedeschi e poi gli inglesi.

 La sera della ritirata  alcuni tedeschi acquartierati nel gruppo di case dove abitavamo richiesero l"assistenza" di un esperto dei luoghi per attraversare il fiume e la scelta cadde su mio babbo che accompagnò i soldati tedeschi fino all'attuale  incrocio di via Firenze con via Ossi.

Alcuni giorni dopo uno dei tedeschi che accompagnò mio babbo al di la del fiume fu trovato morto nella trincea  preparata per rallentare l'avanzata delle truppe inglesi e polacche.

Mio babbo è vissuto ancora a lungo e spesso ,quando eravamo più piccoli,ci raccontava la sua pericolosa avventura che fortunatamente si è conclusa bene.

Spero di avere soddisfatto  la sua sete di notizie e di non averla tediata con questi miei ricordi.

saluti  viscardo milandri

 

 




Commento inserito da Italo Argento in data 09/12/2011 12:15:48
Caro sig. Milandri La ringrazio vivamente per le notizie storiche che ha fornito e che aggiungono uno spiraglio di luce agli eventi che hanno accompagnato gli ultimi giorni di vita della mia mamma, anche se questo spiraglio purtroppo significa che gli stessi sono stati vissuti in un momento temporale di estrema difficoltà, ma anche che, per contro, il decesso non si è almeno verificato in stretta concomitanza con il "passaggio" del fronte bellico, il che lo avrebbe tragicamente aggravato!! Anch'io ha vissuto i momenti che Lei descrive e so cosa significano: nel periodo della resistenza tedesca sulla linea di Montecassino, mi trovavo, ragazzino, a San Pietro Avellana, in Molise, nella casa dei nonni materni, ove il resto della mia famiglia (padre e fratelli/sarelle) residenti a Bari mi avevano mandato per "preservarmi" dagli incombenti pericoli della guerra, ma anche dalla "fame" che nelle città era strettamente connessa alla tessera annonaria di famigerata memoria !! E pensare che proprio io ho dovuto invece subire, con la mia povera mamma, come visto, i peggiori disagi nella famiglia!! Il paese venne minato casa per casa dai tedeschi, per ritardare l'avanzata degli alleati, ovviamente previo preavviso di sgombero; copn tutti gli abitanti vivemmo quasi un mese dispersi nei boschi; all'arrivo dei primi "liberatori" venimmo inviati al sud come profughi (prima su camion militari e poi su carri bestiame): in buona sostanza venni "scaricato" a Bari con questa qualifica in quando ivi residente, in condizioni fisiche e sanitarie inimmaginabili, mentre i miei parenti materni con tutti gli altri furono fatti proseguire per un campo-profughi più a sud, sullo Ionio, dal quale rientrarono in Molise a guerra finita. Una volta a Bari, come se non bastasse, mi ritrovai anche sotto i bombardamenti della città ad opera dei tedeschi e vissi la speranza che il sibilo delle bombe non centrasse il palazzo nei cui scantinati erano allestiti i rifugi!! Ricordo però che tutto ciò era da me vissuto, con la tipica incoscienza giovanile, più con curiosità che con terrore. Poco tempo dopo venimmo a sapere della morte di mamma, della quale si erano perse tracce certe!! Come vede, siamo uniti da ricordi analoghi, anche se i miei sembrerebbero più tragici. Ora sono l'ultimo in famiglia depositario di documenti, foto e ricordi che sto immortalando anche in via elettronica, per affidarne gli originali a mia figlia e le copie ai miei nipoti, perche' li conservino e li tramandino religiosamente nel tempo. E per questa opera, caro Sig. Milandri, Lei ha dato un importante contributo e senza tediarmi affatto con i suoi ricordi. Spero, anzi, che i miei Le abbiano comunque fatto rivivere la Sua giovinezza. Grazie ancora


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