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Articolo inserito da vecchiazzano. it in data 10/03/2026
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Tangenziale di Forlì, aperta la galleria “Appennino”: abbattuto l’ultimo diaframma di terra



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Alla presenza delle istituzioni, è stato abbattuto simbolicamente l’ultimo diaframma di terra che separava i due fronti della galleria “Appennino”, uno dei passaggi chiave del terzo lotto della tangenziale di Forlì.

Una sottile parete di terreno è stata rimossa dal braccio meccanico di una ruspa, segnando così l’apertura della galleria che collegherà viale dell’Appennino con la zona del cimitero di San Martino, in via Mazzatinti. La galleria “Appennino”, lunga 384 metri, è la seconda realizzata in questo tratto dell’opera, insieme alla galleria “Vecchiazzano”, che si estende per 454 metri.

Il terzo lotto della tangenziale, lungo complessivamente 3,6 chilometri, rappresenta un intervento infrastrutturale di grande importanza per il territorio. I lavori hanno raggiunto oggi il 57% di avanzamento e, secondo il cronoprogramma, la conclusione dei cantieri è prevista entro la fine dell’anno.

Il responsabile Anas Emilia-Romagna Massimiliano Campanella (Foto Frasca)

Il momento dell´abbattimento dell´ultimo diaframma della galleria Appennino (Foto Frasca)

Il cantiere, avviato alla fine di giugno 2023, ha ormai raggiunto uno stato di avanzamento complessivo pari al 57%. Oltre allo scavo delle due gallerie principali, tra gli interventi già realizzati si segnalano l’apertura al traffico della viabilità “Deviazione Via del Guado”, che collega via del Partigiano all’Ospedale Morgagni-Pierantoni, e l’attivazione della viabilità urbana sovrappassante le gallerie artificiali Vecchiazzano e Appennino, in corrispondenza di via Caboto, via Ca’ Dolce, viale dell’Appennino e via Cangini.

Nel frattempo prosegue il montaggio del ponte sul fiume Rabbi, mentre gli operai sono già impegnati nelle prime operazioni di pavimentazione stradale e nell’installazione delle barriere di sicurezza. Il cronoprogramma prevede di rendere la nuova bretella funzionale entro la fine del 2026, garantendo così quel collegamento rapido tra il polo ospedaliero e il resto della provincia che il territorio attende da decenni.


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